Mappe / 2

Atsuhiko, Gondai, Mass, The seven words, Good Friday procession, Lumen Christi

Hiroshi, Nakamura

Hiroyuki, Ito, Xagna, Salamander

Hitomi, Kaneko, Tristesse, Miyabi, Rayon vert, Un jour avec le piano

Karen, Tanaka, Anamorphose, Lilas, Chrystalline, Jardin des herbes, Initium, Wave mechanics, 

Keiko, Fujiie, Trio, Maria no hobone, Beber

Toshiro, Saruya, Fiber of the breath, Toku no cho (Projection orbit)

Satoshi, Minami, Fresco, Francesco Parmigianino no te, Tsuki no jijoden Contagious signs

Ushio, Torikai, Go where?, Ungen

Continua…

Mappe / 1

Adams, John, Harmonielehre

Adès, Thomas, Asyla

Berio, Luciano, Folk Songs

Boulez, Pierre, Le Marteau sans maître

Britten, Benjamin, Peter Grimes, Sogno di una notte di mezz’estate, Suite per violoncello

Cage, John, Silence

Carter, Elliot, Quartetti

Feldman, Morton, Rothko Chapel

Golijov, Osvaldo, Ayre

Haas, Georg Friedrich, in vain

Glass, Philipp, Music in Twelve Parts, Einstein on the Beach (vedi anche il film Koyaanisqatsi)

Gubajdulina, Sofija, Offertorium

Harrison, Lou, Chamber and Gamelan Works

Kurtág, György, Stele

Lieberson, Peter, Neruda Songs

Ligeti, György, Atmosphères, Lontano, Requiem

Lutoslawski, Witold, Sinfonia n.3

Messiaen, Olivier, Quartetto per la Fine dei Tempi, Des Canyons aux étoiles…, San François d’Assise 

Paert, Arvo, Tabula Rasa

Potter, Keith, Four Musical Minimalists

Riley, Terry, In C, Music for 18 Musicians

Saariaho, Kaija, L’Amour de loin

Stockhausen, Karlheinz, Gruppen

Takemitsu, Toru, Musica da camera

Xenakis, Iannis, musica per orchestra e da camera

Continua…

Karlheinz Stokchausen – visioni dal futuro

L’editore Postmedia pubblica, per la cura di Robin Maconie, le trascrizioni del ciclo di conferenze sulla “neue Musik”, che Karlheinz Stockhausen tenne a Londra nell’anno 1972.

Sulla Musica

 

Di questa pubblicazione, semplicemente intitolata “Sulla musica”,  da conto Francesco Peri sull’Indice dei libri di Luglio/Agosto, rievocando l’atmosfera febbrile e carica di attese di quei tempi. La grande illusione del tempo nuovo della musica (e non solo) di cui Stockhausen fu il profeta.

Karlheinz Stockhausen

 

La preziosa documentazione video di quelle conferenze è disponibile nel catalogo della Stockhausen Verlag.

Da allora molto è andato perduto, anzitutto la possibilità di crederci e di costruirlo, quel futuro. Peri parla di un sogno ancora parzialmente inesplorato e forse destinato a restare tale. Un “forse” a cui, in un istante di irriflesso desiderio, vorremmo aggrapparci con tutte le nostre forze… anche se sappiamo troppo bene che la via del ritorno è impraticabile, nemmeno quella (forse) del ritorno al futuro.

 

Che cos’è l’Hotel de l’Ocean?

Che cos’è l’Hotel de l’Ocean? Eccomi di fronte a questa domanda come di fronte a un foglio bianco o di fronte all’Oceano di Solaris. Se cercassi di interrogare il bianco del foglio o lo sciabordio delle onde finirei col restare in silenzio. Ma l’Hotel de l’Ocean è anche questo, il tentativo di trovare un punto d’appoggio, un capo della matassa (θάλασσα ?), un a: ah: ha: hamm: anfang: ….

L’Hotel de l’Ocean è un’intenzione, un desiderio, anzitutto il desiderio di andare oltre il suo principio: questo inizio, che è così incerto.

Da dove nasce questo desiderio? Domanda troppo difficile e comunque oziosa. Una domanda più produttiva è: da dove rinasce? La risposta è più semplice: dalla lettura di “Luciano Berio. Intervista sulla musica.”  (a cura di Rossana Dalmonte, edito da Laterza). Un libro che da troppi anni attendeva su uno scaffale della mia libreria. Lo cito nell’intestazione di questo blog: “…delle cose vere e storicamente responsabili e non cose finte e immemori.”

Ecco che il desiderio è diventato qualcosa di più, è diventato un’esigenza. Il bisogno di ritrovare qualcosa che è andato smarrito.

A guardare troppo lontano però, l’unica cosa concreta è il rischio di perdersi nei propri sogni e non combinare un bel nulla…

Perciò, per ora, l’Hotel de l’Ocean sarà questo: il diario di un apprendistato musicale.

 

Dal quale, eccezionalmente, non si ricava nulla

Come tutte le metropoli era costituita da irregolarità, avvicendamenti, precipitazioni, intermittenze, collisioni di cose e di eventi, e, frammezzo, punti di silenzio abissali; da rotaie e terre vergini, da un gran battito ritmico e dall’eterno disaccordo e sconvolgimento di tutti i ritmi…
(Musil, L’uomo senza qualità, Parte prima, I. Dal quale, eccezionalmente, non si ricava nulla.)